Con il presente articolo vorremmo fare il punto odierno sulle disposizioni normative principali per le centrali termiche, considerando che spesso i nostri scaldabagni possono rientrare, da soli o in gruppo, nei range di potenza previsti dalla normativa vigente.

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L’utilizzo dell’acqua nei fabbricati è stato associato all' esplosione di un tipo di polmonite detta “malattia del legionario”, così denominata in seguito ad una grande epidemia che si è manifestata nel 1976 a Filadelfia, tra i partecipanti ad un convegno della legione americana.

Responsabile di tale infezione è un batterio saprofita chiamato “legionella pneumophila”. Tale batterio vive preferibilmente nell’acqua ad una temperatura variabile tra i 5 e i 50°C, mentre la sua temperatura ottimale di moltiplicazione è compresa tra 25 e 42°C con un pH dell’acqua da 5 a 7; il suo tempo di sopravvivenza è stimato in circa 12 mesi.

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Spesso si sente parlare, in special modo in ambito impiantistico, di "regola dell'arte". Molte volte però ci si ferma al semplice significato che sembra avere tale termine, senza considerare le implicazioni normative dietro di esso.

La legge 46/90, ormai estesa praticamente a qualsiasi tipo di impianto, prevede che i materiali e i componenti costruiti secondo le norme tecniche di sicurezza dell'UNI e del CEI, nonchè nel rispetto della legislazione tecnica vigente in materia di sicurezza, si devono presumere costruiti a regola d'arte.

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Gli scaldacqua industriali a gas con potenza superiore a 35 kW e fino a 116 kW sono soggetti alla regola tecnica di cui al DM 12 Aprile 1996, relativo alle norme di prevenzione incendi. Fanno parte di questo gruppo gli apparecchi della serie GP, aventi capacità compresa tra 300 e 2000 litri, e potenza termica compresa tra 49 e 81 kW.

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